PUN e PSV sono riferimenti usati per determinare il prezzo della materia energia nelle offerte indicizzate. Conoscerli aiuta, ma non basta: il contratto stabilisce come vengono applicati e quali costi si aggiungono.

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Che cos’è il PUN Index GME

Il PUN Index GME è un indice del mercato elettrico italiano. Nelle offerte variabili il venditore può collegare il prezzo della componente energia al valore dell’indice relativo al periodo previsto dal contratto.

La bolletta non è però il semplice risultato di PUN per consumi: possono aggiungersi spread, costi commerciali e tutte le componenti regolate, gli oneri e le imposte applicabili.

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Che cos’è il PSV

Il PSV è un riferimento del mercato all’ingrosso del gas. Anche in questo caso le condizioni economiche devono indicare con precisione quale valore viene utilizzato, il periodo di riferimento e la maggiorazione applicata dal venditore.

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Il ruolo dello spread

Lo spread è la maggiorazione aggiunta all’indice. A parità di PUN o PSV, un’offerta con spread inferiore può risultare più conveniente, ma il confronto resta incompleto finché non si considera anche la quota fissa.

  • Per la luce lo spread è normalmente espresso in €/kWh.
  • Per il gas è normalmente espresso in €/Smc.
  • La frequenza di aggiornamento deve essere letta nelle condizioni economiche.
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Indice basso non significa automaticamente bolletta bassa

Consumi, imposte, trasporto, gestione del contatore e altre componenti contribuiscono al totale. Usa quindi l’indice per capire la formula della materia energia, non come unica previsione della spesa finale.

Nota: questa guida ha finalità informative. Condizioni, componenti e requisiti applicabili vanno verificati nella documentazione dell’offerta e sul caso specifico.